Si
è svolto il 18/11/2009 presso il teatro Giacosa di Aosta il secondo incontro nell'ambito del proggetto "Percorso della Legalità 2009/2010 :comunicare la legalità" . Il tema della
giornata "Informare per conoscere" è stato affrontato dai seguenti relatori:
Daniele
Marannano,è uno degli attivistiche attualmente compongono il Comitato Addiopizzo. Addiopizzo è
un movimento aperto, fluido, dinamico, che agisce dal basso e si fa portavoce di una “rivoluzione culturale” contro la mafia. È formato da tutte le donne
e gli uomini, i ragazzi e le ragazze, i commercianti e i consumatori che si riconoscono nella frase "Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza
dignità".Addiopizzo è anche un'associazione di volontariato espressamente apartitica e volutamente "monotematica", il cui campo d’azione specifico,
all’interno di un più ampio fronte antimafia, è la lotta al racket delle estorsioni promossa concretamente con lo strumento del “consumo critico
Addiopizzo”. Il mattino del 29 giugno 2004, su centinaia di piccoli adesivi listati a lutto attaccati dappertutto per le strade del centro, Palermo ha letto per la prima volta questo
messaggio:
UN INTERO POPOLO CHE PAGA IL PIZZO È UN POPOLO SENZA DIGNITÀ. link
Pino Maniaci direttore di Telejato.Questa è un'emittente televisiva comunitaria fondata nel 1989 Alberto Lo Iacono e attualmente di proprietà di Pino Maniaci, con sede a Partinico, nota principalmente per le sue campagne contro Cosa nostra. Pino Maniaci, imprenditore edile, rilevò l'emittente nel 1999. Neogli anni l'attività dell'emittente si è caratterizzata per la sua opera di informazione orientata alle notizie relative alla criminalità organizzata sovente con toni di denuncia in un bacino d'utenza caratterizzato storicamente dalla forte presenza mafiosa : Alcamo , Partinico, Castellamare del Golfo , San Giuseppe Jato , Corleone , Cinisi , Montelepre . Altri temi trattati sono quelli relativi alla gestione amministrativa, questione ambientale, economia, degrado del clima politico, speculazioni sul territorio. Nel panorama informativo italiano Telejato è di fatto il punto di riferimento per redazioni e giornalisti nazionali che ricercano notizie nell'area di operatività dell'emittente (“Ambiente Italia”, “Le Iene ”, “Sciuscià ”, giornalisti de “ l'Unità ”, de “Il Foglio ”, di “Liberazione ”, del “Corriere della Sera ”, di “La Repubblica ”). Letizia Maniaci di Telejato, è stata insignita del premio Maria Grazia Cutuli come giovane giornalista emergente Tra i collaboratori dell'emittente vi è anche Salvo Vitale, già conduttore con Peppino Impastato di Radio Aut . Il direttore di Telejato, Pino Maniaci, non ha mai richiesto l'iscrizione nell'albo dei giornalisti. Il 30 marzo 2009 è stato rinviato a giudizio per esercizio abusivo della professione di giornalista, nonostante il 10 luglio 2008 fosse già stato assolto con formula piena in un altro processo per la stessa accusa, perché il fatto non sussisteva. Dicono di noi che siamo la televisione più piccola del mondo ma in realtà esagerano perché crediamo che ogni essere umano che abbia voglia di informare di fatto è una redazione.Siamo una redazione a conduzione familiare ma forse ormai questo è parzialmente vero perché da quando Telejato è sotto il mirino della mafia e dei poteri forti si è alzato un muro sociale di difesa. Questo muri è dato un nome: "Siamo tutti Pino Maniaci"; si è dato un obiettivo: schierarsi, mettere la propria faccia; si è dato un futuro: creare il grande network dell'informazione LIBERA. link
Massimo Brugnone referente del movimento "Ammazzateci tutti" per la Lombardia. Ammazzateci tutti” è il nome del movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di 'ndrangheta. Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all'appello di "giovani contro tutte le mafie!" ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.
La prima apparizione pubblica dell'embrione del Movimento è stata fatta a Locri il 19 ottobre del 2005. In occasione dei funerali dell'On. Francesco Fortugno, quando un primo
nucleo di sette ragazzi espone insieme all'ideatore Aldo Pecora l'ormai famoso striscione di sfida alla mafia "E adesso ammazzateci tutti". Seppur provenienti da tutta la provincia di Reggio
Calabria, i ragazzi partecipanti alle manifestazioni di ribellione furono ribattezzati dai media come “i ragazzi di Locri”.
Successivamente già alla grande manifestazione popolare del 4 novembre 2005 a Locri, a cui parteciparono oltre 15.000 persone, il neo-costituiuto Movimento spontaneo "Ammazzateci tutti" svolse un
ruolo chiave nell'organizzazione dell'evento mettendo online il sito internet www.ammazzatecitutti.org, che in una sola settimana dalla messa in rete ha registrato più di 200.000
contatti.link
rassegna stampa:
Le foto dell'incontro:
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Il
Percorso della legalità è realizzato dalla Sovraintendenza agli studi della Valle d'Aosta ed è finalizzato a infondere valori di fondo che possano essere condivisi, a promuovere
l’interiorizzazione di principi e valori democratici, a favorire comportamenti rispettosi deg