Pensa, prima di bruciare la vita, pensa
Giovanna ci scrive in merito all'incontro del 14 gennaio...
Primo video shock: ragazzi giovani, allegri, spensierati, un po’ su di giri. Un
po’ di sballo con gli amici dopo una partita, niente di male e che sarà mai?
Uno sale in auto, musica a balla, perde il controllo e travolge un bimbo che
gioca a calcio nel giardino di casa.
Secondo video impietoso: una ragazza alla guida si distrae un attimo (e che sarà
mai?) mentre scrive un messaggino sul cellulare, sbanda e provoca un incidente
sconvolgente che uccide sul colpo le due amiche che viaggiavano con lei (senza cinture)
e una coppia che viaggiava in senso opposto. Però la squadra taglio la estrae
ancora viva dalle lamiere...
L’emozione sta diventando insopportabile, inizio a pensare che un tale violento
impatto emotivo possa, per assurdo, produrre una
crisi di rigetto, che i ragazzi possano decidere di chiudere
occhi, orecchie, cuore e cervello. E invece no.
All’uscita sono un po’ frastornati, più silenziosi del
solito ma mi rincuorano: “è stata una lezione dura ma
straordinaria, non ci sono molti altri modi per obbligarci
ad affrontare certi problemi”.